La Regione Emilia-Romagna ha approvato la legge sull’arresto cardiaco extraospedaliero, promossa da Giovanni Gordini (Consigliere Fondazione IRC) e Gian Carlo Muzzarelli insieme ad altri numerosi consiglieri. Prevenzione, formazione, raccolta dati, soccorso e riabilitazione diventano parte di un percorso unitario, che mette in relazione servizio pubblico, tecnologia e partecipazione dei cittadini.
«Questa legge mette più persone nelle condizioni di essere d’aiuto e dà continuità alla cura, anche quando l’emergenza è finita» ha dichiarato Gordini, relatore del provvedimento.
I dati diffusi dall’AUSL di Bologna durante la Settimana VIVA! 2026 indicano che sul territorio cittadino la sopravvivenza è quasi tre volte la media italiana: 17% contro 6,6%. «Dietro questi risultati ci sono persone tornate a casa e famiglie che hanno potuto ritrovarsi. C’è un patrimonio di competenze e solidarietà che vogliamo sostenere in tutta la regione, dalle città ai paesi dell’Appennino».
La legge programma la diffusione dei defibrillatori, dando priorità alle aree meno coperte, ne disciplina la manutenzione e rafforza il raccordo tra 118 e app DAE RespondER. Il registro regionale RACER raccoglie i dati sugli arresti cardiaci e sugli esiti delle cure per orientare gli interventi. Particolare attenzione è rivolta ai giovani, con la formazione al primo soccorso nelle scuole e programmi di identificazione precoce del rischio di morte cardiaca improvvisa nelle secondarie. La legge promuove anche la medicina di genere, riconoscendo le differenze per offrire cure più eque e appropriate.
«Imparare a soccorrere, fin da ragazzi, significa crescere con la consapevolezza che le nostre azioni possono custodire la vita di qualcun altro. È una forma concreta di cittadinanza. E chi sopravvive deve poter contare su un percorso di riabilitazione che lo accompagni a ritrovare autonomia, relazioni e quotidianità. Il valore di questa legge sarà nel tempo restituito alle persone e nella possibilità di tornare ad abitarlo pienamente» conclude Gordini.
La Fondazione IRC promuove la standardizzazione di un percorso di qualità post-dimissione dall’ospedale, nell’ambito di un ritorno alla quotidianità da parte della persona rianimata in seguito a un arresto cardiaco, senza trascurare gli affetti e i rapporti con i suoi cari, colpiti in modo altrettanto impattante da un evento così traumatico come un arresto cardiaco. La legge dell’Emilia-Romagna rappresenta un passo importante in questa direzione e ci auguriamo possa essere seguita a ruota da molti altri esempi virtuosi, fino alla definizione di uno standard nazionale condiviso.



