Statuto

“Fondazione IRC Italian Resuscitation Council”

 

Articolo 1. Denominazione, sede e durata

Italian Resuscitation Council, associazione riconosciuta, costituisce la Fondazione IRC Italian Resuscitation Council d’ora in poi denominata Fondazione, della quale è socio fondatore.

La Fondazione ha sede legale in Bologna in via della Croce Coperta 11 e potrà istituire sedi operative, oltre che variare quella principale. Lo spostamento della sede legale non comporta modifica del presente statuto.

La durata della Fondazione è a tempo indeterminato.

 

Articolo 2. Scopo

La fondazione non ha fini di lucro e nasce con l’intento di integrare e completare le attività proprie dell’associazione Italian Resuscitation Council che promuove la salvaguardia della vita umana tramite la diffusione della rianimazione cardiopolmonare, promuovendo il supporto ai sopravvissuti all’arresto cardiaco.

Dalla letteratura internazionale l’incidenza di arresti cardiaci extra ospedalieri è 100 arresti/100,000 abitanti/anno. Di questi in Europa vengono trattati dal sistema di soccorso pre-ospedaliero il 35% e sopravvivono alla dimissione dall’ospedale il 9%.

Sempre da dati internazionali emerge che la qualità dell’esito nei sopravvissuti all’arresto cardiaco conta un 10% di sopravvissuti con gravi deficit cerebrali e il 90% con deficit cerebrali minimi o assenti: ma anche coloro che non riportano alcun danno hanno una modifica importante dei comportamenti e dell’assetto psicologico.

Anche se i dati italiani non sono noti, rapportando queste incidenze tratte dalla letteratura internazionale alla popolazione del paese, si possono stimare 60.000 arresti/anno in Italia con più di 5.000 sopravvissuti/anno.

La fondazione Italian Resuscitation Council si propone di:

  • Supportare il disagio dei sopravvissuti ad arresto cardiaco e delle loro famiglie offrendo supporto psicologico, creando una rete informativa e coinvolgendo le istituzioni nelle problematiche specifiche;
  • Supportare il disagio dei familiari e di chi ha partecipato alla rianimazione di soggetti deceduti a seguito di arresto cardiaco;
  • Promuovere la ricerca nell’ambito delle problematiche neuropsicologiche dei sopravvissuti da arresto cardiaco con particolare interesse verso:

– caratterizzazione epidemiologica delle possibili condizioni neuropsicopatologiche del sopravvissuto: deficit cognitivi, dell’apprendimento e della memoria; sindrome post traumatica da stress; disturbi dell’adattamento; disturbi di ansia; e disturbi dell’umore;

– valutazione della qualità della vita tramite test di auto-valutazione soggettiva da parte del sopravvissuto e valutazioni oggettive da parte di clinici;

– valutazione dell’accettazione e dell’impegno richiesto a quanti assistono, compresi i soccorritori;

– valutazione dell’efficacia dei test di valutazione per l’individuazione del disagio neuropsicologico del sopravvissuto;

– valutazione dell’efficacia degli interventi disponibili per il supporto psicologico del sopravvissuto e dei familiari;

– identificazione e valutazione di nuovi interventi miranti alla riduzione delle conseguenze neuropsicopatologiche a carico del sopravvissuto e comunque per il supporto psicologico del sopravvissuto e dei familiari.

 

Articolo 3. Attività

Per perseguire i propri scopi, la Fondazione, a mero titolo esemplificativo e non esaustivo, potrà:

  • promuovere un registro Italiano dei sopravvissuti ad arresto cardiaco;
  • sviluppare materiale informativo che guidi i sopravvissuti e le loro famiglie nel percorso di riabilitazione e di reinserimento nella vita attiva e di relazione;
  • offrire supporto psicologico ai sopravvissuti, alle loro famiglie e ai soccorritori sia direttamente sia a distanza;
  • organizzare occasioni di incontro fra i sopravvissuti ad arresto cardiaco e le loro famiglie al fine di costituire gruppi trasversali di supporto;
  • organizzare una rete istituzionale di supporto ai sopravvissuti ad arresto cardiaco;
  • diffondere una cultura mirante al contenimento degli effetti negativi sul sopravvissuto dell’arresto cardiaco e comunque a una migliore gestione delle conseguenze dell’arresto sul sopravvissuto stesso;
  • organizzare iniziative di sensibilizzazione delle istituzioni e del mondo sanitario ai temi vissuti come più stressanti dai sopravvissuti all’arresto cardiaco e dalle loro famiglie.

 

La Fondazione potrà inoltre:

  • acquisire immobili (acquisto, locazione, leasing, comodato) da utilizzare per gli scopi statutari e/o come sede delle attività previste dal presente Statuto;
  • acquistare beni mobili, impianti, attrezzature e materiali da utilizzare per l’espletamento delle attività istituzionali;
  • acquisire partecipazioni societarie;
  • compiere operazioni bancarie, finanziarie, mobiliari e immobiliari e richiedere sovvenzioni, contributi e mutui;
  • investire eventuali proventi della propria attività nella realizzazione degli scopi statutari;
  • acquisire diritti d’autore, marchi e brevetti sulle opere dell’ingegno nei settori attinenti allo scopo e/o alle attività istituzionali di cui ai punti precedenti;
  • assumere personale e stipulare contratti di collaborazione;
  • intraprendere qualsiasi altra attività idonea, anche indirettamente, al raggiungimento dello scopo istituzionale;

 

Articolo 4. Patrimonio

Per garantirne il funzionamento, il socio fondatore dota la Fondazione di un patrimonio iniziale costituito da 700.000,00 (settecentomila virgola zero zero) euro di cui 150.000,00 (centocinquantamila virgola zero zero) quale fondo di dotazione, vincolato, a garanzia dei terzi creditori.

Il patrimonio della fondazione sarà inoltre costituito da:

– beni mobili e immobili che perverranno alla Fondazione a qualsiasi titolo, compresi quelli dalla stessa acquistati secondo le norme del presente statuto e destinate a patrimonio;

– contributi o elargizioni di persone fisiche o enti pubblici o privati, espressamente destinati a incrementare il patrimonio della Fondazione;

– somme derivanti dai redditi non utilizzati e destinati a incrementare il patrimonio della Fondazione.

 

Articolo 5. Fondo di gestione

Al fine di perseguire lo scopo e realizzare le attività istituzionali, la Fondazione disporrà del fondo di gestione costituito da:

– redditi derivanti dal proprio patrimonio, di cui all’art. 4;

– ricavi derivati dalle attività istituzionali, accessorie strumentali e connesse, di cui all’art. 3;

– contributi o donazioni di persone fisiche o enti pubblici o privati, non espressamente destinati all’incremento del patrimonio della Fondazione.

  

Articolo 6. Organi della Fondazione

Sono organi della Fondazione:

– il Consiglio di Amministrazione (o Consiglio dei Saggi);

– il Presidente;

– il Vice presidente

– il Segretario

– il Revisore dei Conti;

 

Articolo 7. Il Consiglio di Amministrazione (o Consiglio dei Saggi)

Il Consiglio di Amministrazione è costituito da un numero dispari di membri da un minimo di cinque a un massimo di nove e dura in carica sei anni.

I componenti del Consiglio di Amministrazione sono nominati dal Consiglio Direttivo del socio fondatore Associazione Italian Resuscitation Council e possono essere nominati anche per più di un mandato.

Requisito indefettibile per rivestire la carica di Consigliere è essere stato eletto dall’Assemblea dei soci di Italian Resuscitation Council membro del Consiglio Direttivo per almeno tre mandati e aver effettivamente assolto l’incarico per tutta la durata del mandato.

Qualora un socio di Italian Resuscitation Council acquisisca le caratteristiche suddette nel corso degli anni potrà essere nominato dall’Associazione a far parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, al successivo rinnovo del Consiglio di Amministrazione.

Solo nel caso in cui non sia possibile costituire il numero minimo di consiglieri per assenza di soggetti dotati dei requisiti e disponibili a svolgere l’incarico, potranno essere nominati al Consiglio di Amministrazione (o

Consiglio dei Saggi) soggetti che abbiano rivestito e completato l’incarico di membri del Consiglio direttivo di Italian Resuscitation Council per almeno due mandati dei quali almeno uno come Presidente, vice-Presidente, Segretario, Coordinatore del Comitato Scientifico o Coordinatore del Comitato Formazione.

Il Consiglio di Amministrazione può deliberare le modifiche al presente statuto, da presentare all’approvazione dell’autorità tutoria, con il voto favorevole dei quattro quinti dei suoi membri.

I membri del Consiglio di Amministrazione prestano la propria opera a titolo gratuito.

Il Consiglio di Amministrazione è titolare di tutti i poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria che non siano riservati dalla legge o dal presente statuto ad altri organi.

In particolare spetta al Consiglio di Amministrazione:

– decidere gli indirizzi della Fondazione e programmarne le attività;

– amministrare il patrimonio della Fondazione sia per la gestione delle entrate ordinarie e straordinarie, sia per la ripartizione di tali rendite fra le diverse sezioni attraverso cui la Fondazione perseguirà i propri scopi;

– approvare entro il mese di maggio il bilancio consuntivo dell’anno precedente;

– deliberare l’assunzione di collaboratori, consulenti, dipendenti, borsisti, determinandone le relative retribuzioni;

– chiedere contributi e finanziamenti agli Enti statali, provinciali, regionali e comunitari, in base alle norme e alle disposizioni di legge;

– decidere l’accettazione di eredità, donazioni, lasciti, sussidi, contributi, elargizioni;

– autorizzare la partecipazione della Fondazione a consorzi e altre strutture associative come Enti pubblici e privati, organismi e persone giuridiche in genere;

– stipulare convenzioni con enti pubblici e privati ai fini del perseguimento delle attività istituzionali;

– nominare il Revisore dei Conti.

Il Consiglio di Amministrazione può delegare parte dei propri poteri al Presidente, a uno dei membri del Consiglio di Amministrazione o a collaboratori interni o esterni della Fondazione, precisandone i limiti nell’atto di delega.

Per disciplinare lo svolgimento dell’attività della Fondazione, il Consiglio di Amministrazione può inoltre definire regolamenti, procedure e protocolli interni.

Il Consiglio di Amministrazione si riunisce almeno una volta all’anno ed è convocato dal Presidente, almeno quindici giorni prima della riunione, con lettera, fax o e-mail, indicante giorno, ora, luogo e ordine del giorno.

Il Consiglio di Amministrazione delibera con il voto favorevole della maggioranza dei suoi membri; in caso di parità prevale il voto del Presidente.

 

Articolo 8. Il Presidente e vice Presidente

Il Consiglio di Amministrazione elegge nel proprio seno il Presidente, il Vicepresidente e il Segretario della Fondazione.

Il Presidente, il vicepresidente e il Segretario restano in carica due anni e possono essere rieletti.

Il Presidente ha la legale rappresentanza della Fondazione di fronte ai terzi e in giudizio, convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione e cura l’esecuzione delle deliberazioni assunte. In caso di assenza o impedimento del Presidente, ne fa le veci il Vicepresidente.

 

Articolo 9. Il Segretario

Il Segretario svolge ogni funzione a lui demandata dal Presidente o dal Consiglio di Amministrazione.

Il Segretario provvede in ogni caso alla tenuta dei libri contabili e agli atti incombenti di carattere contabile, amministrativo e fiscale, sui quali riferisce al Consiglio di Amministrazione.

Al Segretario è consentito, per le funzioni di sua competenza e nei limiti delle disponibilità concesse dal Consiglio di Amministrazione, di avvalersi della collaborazione di professionisti estranei alla Fondazione.

 

Articolo 10. Il Revisore dei Conti

Il controllo amministrativo e contabile della Fondazione è affidato a un Revisore dei Conti.

Il Revisore dei Conti, è nominato dal Consiglio di Amministrazione ed è scelto tra professionisti iscritti nel Registro dei Revisori contabili, anche fra persone estranee alla fondazione. In questo caso il Revisore dei conti può essere retribuito.

Il Revisore dei Conti resta in carica tre anni e può essere riconfermato.

 

Articolo 11. Esercizio finanziario

L’esercizio finanziario della Fondazione inizia il 1° Gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.

Il Segretario, con l’ausilio di un consulente fiscale redige il bilancio; lo sottopone a verifica del revisore dei Conti per eventuali correzioni/integrazioni; una volta ottenuta la ratifica del revisore dei Conti lo propone al Consiglio di Amministrazione, che, entro il 31 maggio di ogni anno, lo approva.

Gli eventuali avanzi delle gestioni annuali dovranno essere impiegati per il ripiano di eventuali perdite di gestione precedenti, per lo sviluppo e il potenziamento delle attività della Fondazione, per l’acquisto di beni strumentali.

E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita della fondazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte o consentite dalla legge.

 

Articolo 12. Estinzione

In caso di estinzione della Fondazione, da qualsiasi causa dipenda, vi è l’obbligo di devolvere il patrimonio residuo a organizzazioni senza scopo di lucro che operino in settori analoghi di attività.

 

Articolo 13. Norma di rinvio

Per quanto non previsto dal presente statuto, si rinvia agli artt. 14 e seguenti del Codice Civile e alle disposizioni di attuazione del Codice Civile in materia di Fondazioni.